Catalogo Vivere L’estinzione
La mostra riunisce tre artisti che, attraverso linguaggi differenti, affrontano la crisi ecologica del presente da una prospettiva decentrata, capace di mettere in discussione la centralità dell’essere umano. Le opere di Roux-Fontaine, Branca e Vicari costruiscono un sistema di richiami e corrispondenze in cui foreste, alberi, organismi vegetali, oggetti, tracce e strutture artificiali diventano immagini di una nuova condizione planetaria, fondata sull’interdipendenza tra tutte le forme del vivente.
Nei dipinti di Eric Roux-Fontaine, rigogliose foreste tropicali, giungle impenetrabili e ambienti visionari accolgono presenze umane minime, quasi irrisorie. Opere come “The Heart of the World” (2026), “Passenger” (2025) e “In the Shadow of the Stars” (2025) restituiscono l’immagine di una condizione precaria, in cui l’uomo perde la propria centralità e si confronta con l’immensità del mondo circostante. Elementi artificiali e incongrui, dal salotto abbandonato di “New Chapter” (2026) al lampadario di “The Monarch’s Chamber” (2026), introducono un senso di straniamento che trasforma la foresta in un organismo capace di assorbire architetture, oggetti e memorie culturali.
Le sculture di Mario Branca mostrano invece un universo in cui vegetazione e artefatti della civiltà industriale coesistono in strutture ibride e simbiotiche. I suoi alberi di rame, innestati su basi di cemento armato, sembrano emergere dal paesaggio antropico attraverso lenti processi di
sedimentazione, ossidazione e metamorfosi della materia. Nella serie “Onirica”, alberi, sedie, nidi, chiocciole e uova compongono una narrazione sospesa, dove gli oggetti domestici perdono la loro funzione originaria e vengono assimilati da processi di crescita vegetale.
La ricerca di Marika Vicari si concentra su immagini di alberi e boschi ridotte all’essenziale. Attraverso linee sottili, filiformi, l’artista costruisce paesaggi sospesi, superfici lattiginose, foreste bianche e scenari silenziosi che evocano una natura insieme mentale e reale. Opere come “Fratture” (2026) e “Tracce” (2026) mostrano porzioni di un ordine naturale più vasto, percepibile solo attraverso indizi, assenze e tracce. La sua pittura, secca e concisa, fa emergere il tema ecologico in forma indiretta, trasformando il bosco in uno spazio di ascolto, memoria e vulnerabilità.
Vivere l’estinzione è una mostra priva di immagini catastrofiche o spettacolari della fine del mondo, che invita a riconoscere la fragilità del presente e le forme di interdipendenza che legano ogni essere vivente al destino comune della Terra.
Attraverso pittura e scultura, Roux-Fontaine, Branca e Vicari danno forma visibile a una condizione complessa, in cui la crisi ecologica diventa anche occasione per ripensare il nostro modo di abitare il mondo.
Pubblicato il 19/09/2026



