Matteo Massagrande: Interni sospesi tra memoria e presenza
Matteo Massagrande è uno dei maggiori esponenti della nuova arte figurativa italiana. Nei suoi dipinti rappresenta interni carichi di echi lontani, voci dimenticate, ricordi e nostalgia: luoghi sospesi tra ombre e nebbie, abitati da un passato che si rifiuta di essere dimenticato.
Le sue stanze appaiono spesso vuote e abbandonate, ma sono animate da un’unica, vera protagonista: la luce. Una luce morbida, torbida e polverosa, fluttuante, che talvolta irrompe con forza da grandi finestre aperte su giardini primaverili, e altre volte si insinua delicatamente attraverso fessure e spiragli.
L'arte di Matteo Massagrande
La luce, nei dipinti di Massagrande, non illumina semplicemente gli spazi, ma li abita, trasformando il vuoto in una presenza intensa e vibrante. È attraverso questa luce che l’assenza diventa condizione creativa e non privazione.
Come afferma l’artista: «l’assenza non è il contrario della presenza, ma piuttosto un luogo senza fastidi o distrazioni. Una condizione fondamentale per scoprire l’essenza nascosta. Un presente, dove il pensiero può raggiungere la sua massima forza: la creazione».
In questo senso, i suoi interni non sono semplici ambienti, ma spazi mentali, luoghi di contemplazione e di ascolto, in cui il tempo sembra sospeso e la pittura diventa esperienza intima e meditativa.
Chi è Matteo Massagrande
Matteo Massagrande nasce a Padova nel 1959. Inizia ad esporre giovanissimo, nel 1973, partecipando a mostre collettive e concorsi in tutta Italia, ottenendo fin da subito numerosi riconoscimenti. Parallelamente alla pittura sviluppa un’intensa attività grafica, iniziata nel 1974, che lo porta a partecipare a importanti esposizioni collettive.
Alcune sue incisioni sono entrate a far parte del Gabinetto delle Stampe degli Uffizi di Firenze. Ha all’attivo oltre cento mostre personali in Italia e all’estero, e le sue opere sono presenti in musei, chiese, collezioni pubbliche e private.
Tra le esposizioni più recenti si segnalano la personale Canto dolente d’amore (ultimo giorno di Van Gogh) presso la Basilica Palladiana di Vicenza, nell’ambito della grande rassegna Van Gogh. Tra il grano e il cielo (2017), e la mostra In my room: artists paint the interior 1950–NOW presso il The Fralin Museum of Art, University of Virginia, Charlottesville (USA, 2018).
Partecipa regolarmente a fiere di settore in Italia e all’estero.
Attualmente vive e lavora tra Padova e Hajós, in Ungheria.
© foto ritratto Simona Poncia



