Varesenoi | Matteo Massagrande
Nelle stanze di Matteo Massagrande si entra “Senza Bussare” grazie a PUNTO SULL’ARTE
Mario Chiodetti, 22 Marzo 2024
La mostra è la testimonianza della bontà delle scelte espositive che la galleria di Sofia Macchi compie da anni, promuovendo molti giovani artisti ma non perdendo di vista quelli affermati e storicizzati come Massagrande, nato a Padova nel 1959 e considerato uno dei maggiori rappresentanti della nuova figurazione italiana.
“Senza bussare” – il titolo è tratto da un verso del poeta ungherese Jòzsef Attila – indica come nelle stanze di Massagrande si entri in assoluta libertà, senza costrizioni, con piena facoltà di meravigliarsi di un particolare, di un colore, di un oggetto.
Accanto ai soggetti più amati, gli interni lambiti dal primo sole, le verande come occhi sull’azzurro del mare, un corpus di opere racconta la Grecia, le sue luci e i suoi odori, le macchie di verde intorno alle case, il rampicante davanti all’ingresso.
Un paesaggio quasi magico, riprodotto in modo superbo grazie a una lunga e raffinata ricerca coloristica, diventata con il tempo quasi un cimento filosofico.
Matteo Massagrande, che si divide tra gli studi Padova e Hajòs, in Ungheria, è anche un raffinatissimo incisore, con alcune opere entrate a far parte del Gabinetto delle Stampe degli Uffizi di Firenze.
Oltre alla personale del 2017 a Punto sull’Arte intitolata “Di volta in volta”, è stato artefice di “Canto dolente d’amore (ultimo giorno di Van Gogh)” alla Basilica Palladiana di Vicenza e, nel 2018, di “In my room: artists paint the interior 1950-NOW”, al The Fralin Museum of Art, Università della Virginia, Charlottesville, negli Stati Uniti.
Pubblicato il 22/03/2024
Tag: MATTEO MASSAGRANDE



