Catalogo Wild Souls
La mostra affianca due artisti che pur con linguaggi diversissimi condividono l’indagine sull’infanzia e sul suo legame con la nostra essenza più autentica attraverso il rapporto con la natura. Da un lato Claudia Giraudo, artista storica di PUNTO SULL’ARTE, amata per la sua pittura levigata e di sapore antico, dall’altro Simone Benedetto, presentato in galleria lo scorso settembre, con le sue sculture di bambini in gioco, fresche e immediate come istantanee.
Giraudo ci propone un altro capitolo del suo racconto sulla preadolescenza come età magica in cui la fanciulla e il fanciullo sono ancora in grado di ascoltare la voce del loro animale guida; ecco allora i suoi ritratti ammantati di magia, dove la piccola, accanto alla mucca, sfoggia orecchie bovine come se si stesse lei pure trasformando o dove la ragazzina dagli occhi a mandorla issa sul capo un cucciolo di leopardo che sembra fondersi con lei. Bellissime, lievi, vaghe, le fanciulle di Giraudo ci guardano negli occhi come se ci chiamassero ad ascoltare, anche noi, la voce autentica del nostro istinto. Così come all’istinto del gioco come mezzo per conoscere sé stessi ci richiamano i bimbi di Benedetto, mentre si preparano al balzo come leoni o mentre, come uccelli, ci appaiono pronti a spiccare il volo. Se le grandi teste di bestie si fondono ai volti come se le due creature fossero in realtà un’anima sola, nelle opere più recenti fanno il loro ingresso elementi vegetali. Ora sono rami di ciliegio a diventare corna di cervo, oppure grandi foglie di monstera a mimare le orecchie dell’elefante, in una ricerca del proprio sé più autentico e della propria anima selvaggia che ci seduce e ci coinvolge.
Pubblicato il 16/05/2026
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