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MASSIMO CACCIA

Desio, 1970

  • CV

Massimo Caccia ci dà degli spunti, frame di una narrazione di cui si è già compiuto l’antefatto e di cui noi siamo invitati a immaginare la conclusione. Le sue sono immagini di una grazia ipnotica e sconcertante, rappresentazioni semplici all’apparenza, ma in realtà dense d’insidie e trabocchetti. Sono storie che si prestano a mille letture, diverse per ognuno di noi, poiché ognuno gli sovrappone un vissuto che immancabilmente a questi racconti si aggancia. Quello che tutte le opere di Caccia hanno in comune è il senso di sospensione, di apnea, data non solo dalla perfezione estetica della tecnica, capace di creare una sorta di sottovuoto mentale, ma anche per quei piccoli cortocircuiti tra gli animali o tra l’animale e l’oggetto che propongono. Quelle di Caccia sono le favole di un La Fontaine 2.0, create utilizzando l’ironia in dosi calibratissime e progettando architettonicamente piani e spazi.

Massimo Caccia nasce a Desio (MI) nel 1970. Si diploma all’Accademia di Brera a Milano nel 1992. Impegnato principalmente in ambito pittorico, espone in numerose mostre personali e collettive e in fiere di settore. Oltre a dipingere, crea titoli di testa per cortometraggi, disegna scenografie e realizza marionette. Attualmente collabora con il Corriere Della Sera realizzando illustrazioni per il supplemento domenicale La Lettura. Nei pochi momenti di pausa che si ritaglia prende oggetti comuni (tavoli, sedie, divani) e li trasforma in animali. Vive e lavora a Vigevano (PV)