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SILVIA LEVENSON

Buenos Aires, 1957

  • CV

Silvia Levenson: il lato oscuro delle fiabe

Quella che si snoda attraverso i lavori di Silvia Levenson è una narrazione inquietante, dove la magia svela la propria ambiguità e le proprie trappole. Con grazia e delicatezza, nelle trasparenze del vetro spesso declinate in colori tenui, l’artista ci rivela il lato oscuro delle favole e il pericolo che spesso si annida, per la donna, proprio all’interno della rassicurante quotidianità familiare.

L'arte di Silvia Levenson

Silvia Levenson utilizza il vetro come mezzo poetico e concettuale per affrontare temi di vulnerabilità, memoria e violenza celata sotto le apparenze. L’apparente fragilità e bellezza delle sue opere contrastano nettamente con le narrazioni che esse veicolano, creando una tensione che conduce l’osservatore verso una riflessione più profonda sulle minacce nascoste e sui traumi non detti.

Il suo linguaggio artistico trasforma il materiale in uno strumento di racconto, in cui intimità e paura coesistono, e in cui la sfera domestica diventa al tempo stesso luogo di protezione e di pericolo.

Chi è Silvia Levenson

Silvia Levenson nasce in Argentina nel 1957, ma vive e lavora in Italia dal 1981. Nel corso della sua carriera ha collaborato a diversi progetti indirizzati all’integrazione di rifugiati e migranti. Una delle sue mostre itineranti più recenti è Identidad Desaparecida, un progetto di denuncia che ha girato il mondo, il cui scopo è quello di alludere alle centinaia di bambini che sono stati rapiti e dati in adozione illegale durante la dittatura militare in Argentina.

Il suo lavoro fa parte di importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo, come il Corning Museum of Glass, il New Mexico Museum of Art di Santa Fè, l’Houston Fine Art Museum, il Toledo Museum of Art, il Mint Museum di Charlotte, il MUDAC di Losanna, l’Alexander Tutsek-Stiftung di Monaco, il Museo del Castello Sforzesco a Milano, il Museo del Vetro di Murano, la Fondazione Remotti a Camogli e la Fondazione Banca San Gottardo.

Vive e lavora a Lesa (Italia).