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INAUGURAZIONE

LOCATION

PUNTO SULL'ARTE
Viale Sant'Antonio 59/61
Varese, Italia

PERIODO

1 - 4 Ottobre 2020
Domenica 4 Ottobre SOLO SU APPUNTAMENTO

ORARI

Giovedì - Sabato:
10-13 | 15-19 Domenica 4 Ottobre SOLO SU APPUNTAMENTO

CATALOGO

COMUNICATO STAMPA

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HA-HA

“Ho spesso osservato che, proprio come alcuni animali urinano sul loro territorio in modo da marcarlo come loro, così molti uomini segnano e sporcano le cose che possiedono defecando su di esse, al fine di conservarle, o defecano su cose altrui per renderle proprie. Quest’origine stercoracea o escrementale dei diritti di proprietà mi sembra una fonte culturale di quello che chiamiamo inquinamento, che, lungi dall’essere un risultato accidentale di atti involontari, rivela intenzioni profonde e una motivazione primaria”.

Michel Serres, The Natural Contract

JERNEJ FORBICI, dopo il grande successo della sua mostra personale nel 2019 a New York e l’importante mostra collettiva “The Tremendous World I have Inside my Head” presso Il Museo di Arte moderna e contemporanea Koroška (KGLU) a Slovenj Gradec, Slovenia, torna ora alla sua Galleria di riferimento PUNTO SULL’ARTE a Varese, dove presenterà nella mostra HA-HA più di trenta dipinti inediti di grande e medio-piccolo formato della serie intitolata Pile of Garbage che verte sul tema, sempre attuale e controverso, dell’inquinamento e del ruolo centrale che l’uomo ne riveste.

Ha-ha è la sorpresa di una nuova ricerca nata parafrasando una semplice risata e contemporaneamente dalla riflessione di alcune letture cui l’artista si è imbattuto e dedicato negli ultimi tempi. Se da un lato ha-ha è un sorriso, beffardo ed inquietante verso la natura, che riappropriandosi del suo spazio e tempo, mette in gioco l’intero percorso umano ed artistico dell’artista, è anche la sorpresa di trovarsi di fronte a quello stesso fossato (probabilmente oggi inquinato, dove emergono colorati fiori di plastica, uno strano colore rossastro…) lungo il quale si erge un muro (ora un affascinante enorme mucchio di spazzatura) che però consente ancora di guardare lontano, verso il paesaggio. Quel territorio, giardino, ambiente esausto, che l’uomo rivendica come suo marcandolo, sporcandolo, e che in questa mostra l’artista ci presenta ritraendo e raccontando attraverso l’inquinamento ed i rifiuti, come il risultato dell’agire umano, si rivela ricco di intenzioni profonde e con una forte motivazione primaria.

Trattando l’argomento dei rifiuti abbandonati, in qualche modo nascosti dai nostri occhi perché sono colline in mezzo le pianure, muri di ogni genere o semplicemente non visibili, l’artista ci invita a riflettere su quanti rifiuti produciamo e quanta plastica ormai ci circonda. La serie dei nuovi dipinti a tecnica mista su tela di grande e medio formato di JERNEJ FORBICI, intitolata Pile of Garbage, presentata nel nuovo evento personale alla Galleria PUNTO SULL’ARTE, ci parla proprio di questo, di rifiuti abbandonati, che poi con il tempo contaminano la natura. Quest’ultima reagendo in modo suo, dà vita a mutazioni e cambiamenti, a volte anche drastici e tragici. Ecco allora, che la mostra e soprattutto la serie dedicata ai lavori panoramici, ci lascia spazio per andare oltre a quel muro e confine. L’artista crea così, un’immagine estesa, che abbraccia l’orizzonte in un desiderio di infinitezza, in quella stessa natura, che l’uomo ha violato e ridefinito.

JERNEJ FORBICI: Nato a Maribor, in Slovenia, nel 1980. Nel 2001, dopo gli studi a Lubiana, decide di trasferirsi e iniziare un nuovo percorso all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Qui si laurea con lode in Pittura (cattedra del Prof. Carlo Di Raco) e consegue quindi la specializzazione in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo. A Venezia, affina la tecnica della pittura tonale, tipicamente veneta, e si dedica allo studio dei grandi maestri. Cresciuto seguendo i cambiamenti politici, sociali, economici ed ambientali della propria terra,  fin dagli inizi si dedica al paesaggio e ai grandi formati, raccontando la storia del proprio paese di origine, Kidričevo, una cittadina immersa nel verde ma fortemente segnata dalle attività dell’ industria di alluminio e dalla sua discarica. Giovanissimo, nel 2002 presenta la sua prima mostra personale, intitolata Genesis, nella Galleria Tenzor a Ptuj, in Slovenia. Continua con successo l’attività espositiva durante tutto il percorso di studi. Nel 2003 presenta un’unica grande opera di dimensioni 12 x 3 metri nella Galleria di Arte Contemporanea a Celje (SI). Nel 2004, dopo aver partecipato ad una mostra collettiva presso la Fondazione Bevilacqua la Masa, viene invitato a partecipare alla Rassegna di Arte Contemporanea Hicetnunc a San Vito al Tagliamento. Qui presenta, all’interno di una chiesa, l’installazione In My Place, quattro paesaggi monumentali (8 x 4 metri ciascuno) che gli valgono l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori, nonché l’invito ad esporre nel 2005 all’ IBCA, International Biennale of Contemporary Art alla Galleria Nazionale a Praga. Nello stesso anno presenta i suoi lavori al Berliner Kunstsalon, dove avviene l’incontro con la Galleria Kro Art di Vienna, con la quale nel 2007 e negli anni successivi realizza importanti mostre personali. La Galleria presenta inoltre il suo lavoro in diverse fiere europee contemporanee, dove incontra l’interesse anche della Galleria Bianca Maria Rizzi di Milano.

Seguono anni in cui l’artista si apre a progetti di più ampio respiro e a nuove collaborazioni, che gli consentono di mettere in discussione la propria ricerca artistica che, sebbene inizialmente fortemente basata sulla pittura, si apre così alla realizzazione di complesse installazioni e allo studio e presentazione di fotografie e video. Sono gli anni in cui iniziano anche le collaborazioni con numerosi curatori (tra i quali: Antonio Arévalo, Alessandra Redaelli, Alexandra Matzner, Carlo Di Raco, Sara Sist) che presentano il suo lavoro e lo portano ad esporre in tutta Europa, in Argentina, in Cina e a Toronto, spaziando tra gallerie e istituzioni pubbliche e private. Sempre nel 2007 partecipa al progetto Accade, evento collaterale della Biennale di Venezia. Nel 2009 l’Accademia di Belle Arti di Venezia gli dedica una retrospettiva ai Magazzini del Sale, curata da Carlo Di Raco. Nel 2011, dopo aver pubblicato la sua prima monografia e aver presentato, nonostante la giovane età, già ben cinque retrospettive in Italia e Slovenia, è invitato a partecipare alla grande mostra Il fuoco della natura a Trieste, curata dalla Galleria Lipanjepuntin, quindi alla 54° Biennale di Venezia, nel padiglione delle Accademie all’Arsenale. Nello stesso anno inizia una nuova importante collaborazione con la Galleria italiana PUNTO SULL’ARTE di Varese, dalla quale è attualmente rappresentato. Tra i vari riconoscimenti ottenuti, in Italia e all’estero, da segnalare è la vincita nel 2012 di una borsa di studio del Ministero della Cultura Sloveno. È inoltre invitato in residenza a Londra, dove si dedica per diversi mesi allo studio dei maestri inglesi.

Tra i numerosi progetti del 2013 si segnalano: Stop of Burn with us alla Galleria Nuvole Arte Contemporanea di Montesarchio, Last flowers alla Galleria Bianca Maria Rizzi di Milano e Letzte Pflanze alla Galleria Kro Art a Vienna. Sleep now in the fire al Prostor Epeka a Maribor, Blurry Future all’European Court of Auditor a Lussemburgo (entrambi nel 2014), Everywhen alla Galleria Romberg di Latina e Nothing is yelling at you all’Officina delle Zattere di Venezia (entrambe nel 2015), Landskip alla Galleria PUNTO SULL’ARTE e Phytoremediation presso la Galleria Nuovo Spazio Arte Contemporanea di Piacenza (entrambe nel 2016) sono solo alcune delle ultime personali dove Jernej Forbici ha presentato lo sviluppo del proprio lavoro pittorico e della propria ricerca artistica, che l’ha reso testimone in prima linea delle violenze, delle mutazioni e delle manipolazioni subite dalla terra e dal paesaggio, divenuti riflessi loro malgrado della violenza insita nella vita moderna, nella nostra cultura, civiltà e storia. Nel 2017 ha realizzato, tra gli altri, il progetto Auri sacra fames, curato da Italo Bergantini e Gianluca Marziani ed esposto alla Galleria Romberg di Latina, e nel 2018 la mostra personale Welcome to the Final Show alla Galleria PUNTO SULL’ARTE di Varese, seguita dalla grande mostra personale Herbarium – Welcome to the final show at the Ptuj City Gallery, curata da Carlo Sala. Nel 2019 ha presentato una mostra personale Long Gone alla Hugo Fine Arts Gallery di New York ed è stato invitato a prendere parte a un’importante mostra collettiva The Tremendous World I have Inside my Head (Metamodernism and metaromanticism in Slovenian painting) presso Il Museo di Arte moderna e contemporanea Koroška (KGLU) a Slovenj Gradec, Slovenia. Con i suoi lavori, Jernej Forbici si è conquistato l’interesse di tutto il sistema internazionale dell’arte e, ad oggi, i suoi lavori sono presenti in molte mostre, fiere, istituzioni e collezioni di tutto il mondo. Attualmente vive e lavora tra Strnišče (SI) e Vicenza.

ARTISTI

Jernej Forbici