Matthias Brandes: il paesaggio come visione mentale
Scopri l’universo pittorico di Matthias Brandes, artista che costruisce paesaggi pietrosi e silenziosi, dove case, alberi, mare e cielo sembrano scolpiti nella stessa materia compatta e granitica. Le sue opere appaiono come mondi scavati a colpi di scalpello, solidi e immobili, attraversati da un tempo sospeso.
A un primo sguardo, le composizioni trasmettono un senso di pace e ordine, grazie a geometrie rigorose e rassicuranti. Ma lentamente emerge un’inquietudine sottile: ombre profonde e impenetrabili, finestre cieche, porte troppo strette per essere attraversate, alberi dalle fronde così dense da sembrare impermeabili al vento e cieli uniformi, quasi coperchi che sigillano l’atmosfera.
L'arte di Matthias Brandes
Quello di Brandes è un mondo “altro”, dal forte sapore metafisico. I suoi dipinti sono intrisi di riferimenti alla grande tradizione pittorica italiana ed europea: reminiscenze giottesche nei volumi pieni e turgidi, echi sironiani nelle prospettive scure e urbane, suggestioni morandiane nella solenne staticità degli oggetti.
La materia pittorica diventa così veicolo di una visione interiore, dove il paesaggio non è mai descrittivo ma mentale, luogo di silenzio e contemplazione, carico di una tensione emotiva trattenuta.
Chi è Matthias Brandes
Nato a Bochum nel 1950, Matthias Brandes ha studiato all’Accademia di Belle Arti e all’Università di Amburgo. Dal 1985 espone regolarmente in mostre personali e collettive, partecipando alle più importanti fiere d’arte contemporanea.
Le sue opere fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private. Nel 2012, in occasione dei Giochi Olimpici, la OFA – Olympic Fine Arts di Pechino ha acquistato una sua opera, esponendola alla Creative Cities Collection Fine Arts Exhibition a Londra.
Attualmente vive e lavora a Meolo (Venezia).



