Valentina Ceci: paesaggi industriali e poesia dell'artificiale
Scopri la ricerca artistica di Valentina Ceci, incentrata sul rapporto tra uomo, intervento e dominio sul mondo. La serie Impianti affronta temi complessi e attuali attraverso soggetti volutamente sgradevoli e poco estetici: strutture industriali, raffinerie, architetture funzionali prive di ogni intento decorativo.
Eppure, nella pittura di Ceci, anche ciò che l’uomo crea di più duro e inquietante si trasforma in immagine poetica, capace di suscitare sentimenti delicati e contemplativi. Nei suoi dipinti non compaiono elementi naturali né animali; persino il cielo è artificiale, con nuvole che sembrano generate dagli impianti stessi, come estensione diretta dell’azione umana.
L'arte di Valentina Ceci
La tecnica a biro colorate, spesso combinata con l’acquerello, conferisce alle opere un aspetto labile e polveroso, quasi evanescente. Questa qualità visiva diventa metafora dell’esistenza umana: concreta e tangibile, ma inevitabilmente destinata a svanire.
Il suo paesaggio urbano dialoga idealmente con la ricerca della fotografa Margaret Bourke-White, nella comune tensione verso la bellezza nella brutalità, la poesia nascosta nelle cattedrali di cemento e acciaio. Impianti industriali e architetture infrastrutturali vengono immersi in atmosfere oniriche, trasformandosi in icone di una grazia inattesa.
Emblematica è la rivisitazione lirica del Viadotto di Millau, che emerge dalle onde come una visione sospesa, ponte simbolico tra due mondi.
Chi è Valentina Ceci
Nata a Milano nel 1985, Valentina Ceci si è laureata con il massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove ha successivamente ricoperto il ruolo di assistente alla cattedra di Scenografia. Ha collaborato alla realizzazione di scenografie per spettacoli teatrali e televisivi e ha lavorato come scenografa e illustratrice prima di dedicarsi pienamente alla pittura e all’attività espositiva.
Ha insegnato disegno presso la Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco. Nel 2013 è stata selezionata per la Mostra degli Illustratori della Bologna Children’s Book Fair, con un’esposizione itinerante in quattro musei del Giappone. Nello stesso anno ha vinto il Premio Bonatto Minella, presieduto da Vittorio Sgarbi, presentando la sua prima mostra personale.
Partecipa regolarmente a mostre personali e collettive e a concorsi di pittura e illustrazione. Attualmente vive e lavora a Milano.



