Hyldemo’er di Valentina Diena
Con Hyldemo’er, Valentina Diena traduce in immagine la celebre fiaba di Hans Christian Andersen dedicata alla “Madre Sambuco”. Una teiera fiorita, colma di infiorescenze bianche e bacche scure, diventa il punto da cui germoglia il racconto, evocando memoria, nostalgia e radici. L’iperrealismo minuzioso amplifica la dimensione poetica dell’opera, trasformando un oggetto quotidiano in simbolo di amore e appartenenza.
L’artista: Valentina Diena
Valentina Diena (Milano, 1996) è un’artista italiana nota per i suoi disegni iperrealisti a matite colorate su carta. La sua ricerca indaga l’oggetto come deposito di memoria e identità, opponendo alla produzione seriale il tempo lento e preciso del gesto manuale. Ogni opera nasce da un’osservazione attenta che restituisce dignità e significato alla cultura materiale.
Descrizione Hyldemo’er
L’opera raffigura una teiera decorata in porcellana, da cui sboccia un rigoglioso sambuco con fiori candidi e grappoli di bacche nere. La resa tecnica è estremamente dettagliata: superfici lucide, ombre delicate e texture botaniche creano un’illusione ottica sorprendente. La pianta sembra emergere realmente dall’oggetto, come nella fiaba, suggerendo un passaggio tra realtà e immaginazione.
Significato
Il titolo richiama la figura della Madre Sambuco, simbolo della Danimarca e del legame con la propria terra. La teiera diventa metafora del racconto che prende vita, mentre il sambuco rappresenta memoria, amore e appartenenza. L’opera è anche un omaggio personale dell’artista alla Danimarca e alla sua storia familiare, intrecciando fiaba e vissuto in un’unica, delicata immagine.
Conclusione
Hyldemo’er è un disegno che unisce virtuosismo tecnico e profondità narrativa. Attraverso l’iperrealismo, Valentina Diena trasforma un oggetto domestico in una lettera d’amore alla memoria e alle proprie radici, invitando lo spettatore a riscoprire la poesia nascosta nelle cose.


