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VareseNoi | Jernej Forbici

 La crisi climatica e la cupidigia dell’oro.  Una mostra-denuncia alla Galleria PUNTO SULL’ARTE

 “Auri sacra fames” è il titolo dell’appuntamento che da giovedì 25 gennaio fino a domenica esporrà le opere dell’artista Jernej Forbici. Il pittore sloveno da Varese rilancia il suo messaggio per l’ambiente.

«A cosa non spingi l’animo degli uomini, maledetta fame dell’oro!», si legge nel Libro III dell’“Eneide” virgiliana, a rievocare la cupidigia del re dei Traci, Polimestore, che fece uccidere il figlio di Priamo, Polidoro, per impossessarsi del tesoro che portava con sé. Un gesto esecrabile, la denuncia della brama di ricchezze come vizio capitale dell’umanità, tuttora ben presente nel nostro quotidiano, tanto da far passare in secondo piano calamità come le guerre, la fame nel mondo e soprattutto la crisi climatica, in rapida accelerazione, con accordi commerciali tra le potenze che spesso vanno contro i propositi di salvaguardia concordati nella Cop28 delle Nazioni Unite.

A tutto ciò si mostra sensibilissimo un artista come Jernej Forbici, che ha preso spunto proprio dal verso “Auri sacra fames” per intitolare la sua mostra di tre giorni alla Galleria Punto sull’Arte di Sofia Macchi, in cui presenterà alcune nuove opere ispirate al cambiamento climatico, quadri in cui per la prima volta utilizza la tecnica della foglia d’oro, a testimoniare la cupidigia della specie umana (Galleria Punto sull’Arte, viale Sant’Antonio 59/61, Varese. Inaugurazione giovedì 25 gennaio, dalle 17 alle 19 con l’artista presente in mostra; da venerdì 26 a domenica 28 gennaio, orari: venerdì e sabato, 9,30 – 17; domenica, 11 – 13 e 15 -17).

JERNEJ FORBICI, nato a Maribor nel 1980, direttore artistico di “Art Stays”, un festival internazionale di arte contemporanea che si svolga a Ptuj, in Slovenia, protagonista di molte personali in Italia e all’estero, aveva già utilizzato questo titolo per una installazione site specific della mostra “Welcome to the final show” creata per Punto sull’Arte, sua galleria di riferimento in Italia, nel 2018.

Le tele di Jernej Forbici sono colpi di maglio contro l’indifferenza e l’ignoranza nei confronti di problemi che riguardano ognuno di noi ma sembriamo dimenticare, paesaggi in cui la bellezza dei soggetti e dei colori pare indicare una sorta di Arcadia, ma attenzione, l’uomo ha contaminato l’ambiente con modi non sempre visibili, il bosco, il fiume, i fiori, non sono ciò che sembrano, e il cielo dorato richiama una fame smisurata di ricchezze con la conseguente devastazione degli ecosistemi e la fine del nostro pianeta.

Un messaggio diretto quello del pittore sloveno, che ci fa riflettere su quanta bellezza stiamo rischiando di perdere per sempre, accecati dall’odio e dall’avidità, un grido d’allarme lanciato dal silenzio di una foresta o dallo scorrere sussultante delle acque.

Mario Chiodetti

Pubblicato il 23/01/2024

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