Pan-go-demic

punto

Pan-go-demic di Alice Zanin, in mostra Sogni d’Oriente presso Art Gallery Arté Restaurant di Lugano. Scultura in cartapesta con pangolino in teca e mascherina rosa. Galleria Punto sull’Arte, Varese.

Artista

Alice Zanin è un’artista autodidatta che ha trovato la sua voce nell’esplorazione della scultura e della cartapesta. La sua ricerca espressiva si è evoluta nel tempo. Parte dalla pittura per poi concentrarsi sulla cartapesta, un materiale che le consente di liberare la propria creatività senza limiti. Le sue opere sono caratterizzate da un’abilità minuziosa nella lavorazione dei dettagli, che crea un rapporto magico e surreale con gli spettatori.

Opere

Le sculture di Alice Zanin si distinguono per la rappresentazione di animali leggeri e stilizzati. L’artista riesce a conferire ai suoi soggetti una dimensione quasi eterea, come se fossero privi di peso e di una forma definita. Questa scelta artistica non solo riflette una visione estetica, ma anche un significato profondo. La leggerezza come simbolo di libertà e trasformazione. Gli animali diventano metafore della condizione umana. Fragili e al contempo potenti nella loro essenza.

Pan-go-demic

Pan-go-demic raffigura un pangolino racchiuso all’interno di una teca in plexiglass. Sopra di lui è posta una mascherina rosa, elemento immediatamente riconoscibile e carico di significato. La composizione è essenziale ma incisiva. L’animale appare isolato, osservato, protetto e allo stesso tempo imprigionato.

Il pangolino diventa simbolo di una colpa attribuita. La mascherina rosa allude alla pandemia da Covid-19 e alla responsabilità ingiustamente associata a questa specie. La teca trasparente amplifica il senso di distanza e separazione, trasformando l’opera in una riflessione sulla paura, sul controllo e sulla vulnerabilità. La cartapesta, materiale fragile per natura, rafforza il contrasto tra delicatezza e peso simbolico.

Conclusioni Pan-go-demic

Con Pan-go-demic, Alice Zanin affronta un tema di forte attualità e impatto emotivo. Il pangolino diventa metafora dell’innocenza sacrificata e della fragilità esposta al giudizio umano. L’opera invita lo spettatore a interrogarsi sui meccanismi di colpa, isolamento e protezione, mettendo in dialogo il mondo naturale e quello umano in una visione critica e profondamente contemporanea.