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Michael Gambino

Varese, 1988

Michael Gambino: trasformazione, caos e ordine invisibile

Scopri la ricerca artistica di Michael Gambino, le cui opere sono popolate da addensamenti tridimensionali di farfalle di carta, riproducenti specie realmente esistenti in natura. Ogni farfalla è ritagliata a mano e fissata alla tavola con spilli, dando vita a composizioni di forte impatto visivo, sospese tra rigore scientifico e poesia formale.

Il lavoro di Gambino ruota attorno alla ricostruzione delle leggi che governano l’universo, a partire dal mondo degli esseri viventi. Centrale nella sua ricerca è il principio di trasformazione della materia, sintetizzato nella celebre legge di Lavoisier: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.

L'arte di Michael Gambino

L’artista si ispira alla Teoria del Caos elaborata dal matematico Edward Lorenz, secondo la quale esiste un sistema logico di connessioni invisibili e ricorrenze cicliche che regola eventi distanti nello spazio e nel tempo. In questo contesto, il celebre effetto farfalla diventa il principio generatore di una riflessione più ampia sulla complessità del reale.

La farfalla assume così un valore simbolico e strutturale: un singolo tassello capace di rappresentare la globalità delle dinamiche che governano gli equilibri naturali, sociali, politici ed economici del nostro pianeta. Le sue installazioni e opere su tavola invitano lo spettatore a osservare il dettaglio per comprendere il tutto, in un continuo dialogo tra micro e macrocosmo.

Chi è Michael Gambino

Nato a Varese nel 1988, Michael Gambino intraprende inizialmente studi in Scienze e Biologia, per poi diplomarsi all’Accademia di Belle Arti di Brera. Dal 2012 espone regolarmente in mostre personali e collettive presso gallerie e spazi istituzionali in Italia e all’estero, partecipando a importanti fiere d’arte come ArteFiera Bologna, ArtVerona e ArtLondon.

Dal 2013 aderisce al gruppo The Italian Wave, con cui espone in Turchia, Grecia, Romania e Lituania. Una sua opera è parte della collezione permanente del MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna. Dal 2018 le sue opere fanno parte della decorazione del concept hotel Elizabeth Unique a Roma, per il quale ha realizzato un’installazione site specific composta da sedici mappe sul soffitto del corridoio.

È stato inoltre invitato a progettare un logo rappresentativo per la candidatura di Roma come sede dei Giochi Olimpici del 2024. Attualmente vive e lavora a Vergiate (VA).