Federico Infante: tra inconscio, materia e rivelazione figurativa
Ogni dipinto di Federico Infante ha un personale processo d’intuizione creativa. Inizia con l’atto metodico ed espressivo di ricoprire la tela con diversi strati di pittura, graffiandola e ripetendo questo processo molte volte, cercando così di esprimere l’inconscio, la parte di sé che non è ancora stata elaborata dalla logica.
Solo in seguito Federico inizia a visualizzare le situazioni, i paesaggi e i punti di luce all'interno della tela, cercando un’atmosfera suggestiva e fertile che dia vita a quello che ritiene essere l’elemento figurativo del dipinto: una persona in piedi, una parte di architettura che emerge dal buio, un cielo sereno.
L'arte di Federico Infante
La pittura di Federico Infante si muove sul confine tra astrazione e figurazione, dove l’immagine non è mai imposta ma lentamente rivelata. La stratificazione materica diventa un terreno di ricerca emotiva e visiva, un luogo in cui la luce gioca un ruolo fondamentale nel guidare lo sguardo e nel costruire la profondità dello spazio.
Le sue opere evocano silenzio, attesa e introspezione. Le figure e i paesaggi che emergono sembrano appartenere a una dimensione mentale più che reale, invitando l’osservatore a un’esperienza intima e meditativa.
Chi è Federico Infante
Nasce nel 1982 a Santiago (Cile). Si è formato presso la Finis Terrae University a Santiago (Cile) e successivamente a New York, dove si è laureato nella primavera del 2013 con un MFA in Illustrazione presso la School of Visual Arts. Il suo approdo negli Stati Uniti è stato possibile non solo per il suo spiccato talento, ma anche per i numerosi premi e riconoscimenti ricevuti negli anni, tra cui la sovvenzione Juan Downey (2004), la borsa di studio Conicyt (2009) e la borsa di studio della Fondazione Uanlande (2012).
Dopo le prime mostre personali e collettive di successo in Cile, il 2014 segna il suo debutto ufficiale negli Stati Uniti, con la mostra personale The Space Between presso la prestigiosa Bertrand Delacroix Gallery nel cuore di Chelsea, New York. Si distingue rapidamente nel mercato americano, diventando una firma riconoscibile nel panorama dell’Arte Contemporanea.
Nel 2015 esordisce nel mercato italiano con la Galleria PUNTO SULL’ARTE e nello stesso anno illustra l’edizione di Lolita di Vladimir Nabokov pubblicata da The Folio Society. Nel 2016 realizza la sua prima personale italiana, We can see the wind, accolta con entusiasmo dalla critica e punto di partenza di un percorso di crescita internazionale.
Negli anni ha realizzato mostre personali e collettive di rilievo negli Stati Uniti, in Cile e in Italia, partecipando a Fiere di settore internazionali. Il suo lavoro è presente in collezioni private negli Stati Uniti, Cile, Europa, Arabia Saudita, Sud America, Australia e Singapore.
Vive e lavora a Richmond (Virginia – USA).



