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LILIANA CECCHIN

Santhià, 1955

La folla frettolosa e congestionata, che si incontra senza vedersi a una fermata della metropolitana o in una stazione, si trasforma attraverso i pennelli di Liliana Cecchin in una coreografia fluida, acquatica, scandita da ritmi segreti. Al centro della sua ricerca c’è sempre stata lei, la folla, appunto. Affascinata dal tempo che non esiste, quello annullato dalla fretta, quello immobile del passaggio da un qui a un altrove, ne ferma lo scorrere senz’anima congelandolo in visioni di squisito equilibrio formale. L’irrompere del movimento anima quegli scorci di un brusio vibrante e febbrile.

Nasce nel 1955 a Santhià (Vercelli). Dopo essersi diplomata presso il Primo Liceo Artistico di Torino, frequenta lo studio torinese dell’artista Romano Campagnoli. Realizza numerose mostre personali e collettive in Italia. Si qualifica tra i finalisti del Premio Arte Mondadori nel 2001 e 2004, vince il XXVI Premio Olivero a Saluzzo (2004), il Premio Artemisia-Ancona (2008) e supera la prima selezione del BP Portrait Award. Nel 2009 è tra i premiati al Premio Agazzi e al Premio Emilio Gola. Vive e lavora a San Benigno Canavese (TO).