Bird soul

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"Bird Soul" di Simone Benedetto – Un’opera che indaga la figura del fanciullo come soglia di trasformazione tra umano e animale, dove il bambino seduto si unisce simbolicamente al gallo come espressione di un mutamento interiore e dell’istinto che emerge. In mostra presso la Galleria PUNTO SULL’ARTE nell’ambito di WILD SOULS.

Bird soul di Simone Benedetto

Con Bird Soul, Simone Benedetto prosegue la sua ricerca sulla figura simbolica del fanciullo come soglia di trasformazione, in cui l’identità umana si apre progressivamente a una dimensione animale e istintiva. La scultura raffigura un bambino seduto, colto in una condizione di apparente quiete, sopra il quale si innesta la presenza del gallo, non come semplice elemento narrativo ma come proiezione di un mutamento interiore.

L’Artista: Simone Benedetto

Simone Benedetto nasce a Torino nel 1985 e si forma all’Accademia Albertina di Belle Arti, dove si laurea con lode in Scultura e Arti Plastiche. La sua ricerca si concentra sulla figura del fanciullo come dispositivo simbolico di trasformazione psicologica. Il bambino non è mai rappresentato come identità stabile, ma come organismo in evoluzione, sospeso tra umano e animale. Attraverso una modellazione estremamente accurata, l’artista rende visibile quel processo di mutamento interiore che accompagna la crescita. Traduce ogni opera in immagini scultoree ibride in cui elementi animali emergono dal corpo stesso del fanciullo. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero e vive e lavora a Torino.

Descrizione “Bird soul”

In Bird Soul la figura infantile è costruita come una forma in equilibrio tra presenza e trasformazione. Il bambino appare come un corpo attraversato da una tensione evolutiva. La presenza del gallo si inserisce come espressione simbolica di questa metamorfosi: non un elemento esterno, ma una possibile emersione dell’istinto animale che abita la figura stessa.

Conclusione

All’interno di WILD SOULS, Bird Soul si inserisce nel dialogo dedicato all’infanzia come spazio originario di contatto con la natura e con la propria parte istintiva. La scultura diventa un’immagine di passaggio. Umano e animale non sono opposti, ma stati della stessa identità in trasformazione. L’opera è visibile presso PUNTO SULL’ARTE fino al 13 giugno 2026.