Untitled – KILD 069

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Untitled di Lene Kilde è una scultura in jesmonite, acciaio e rame che raffigura madre e figlia, evocando il legame e la protezione dell’infanzia. Esposta alla Galleria PUNTO SULL’ARTE, Varese, Italia.

Untitled di Lene Kilde

Con Untitled, Lene Kilde costruisce una scena delicata e sospesa che racconta il legame profondo tra madre e figlia. La scultura raffigura una bambina accanto alla presenza protettiva della madre, suggerita dal gesto delle mani che si incontrano. Le gambe e le mani sono modellate con grande realismo, mentre l’abito e parte del corpo si dissolvono in una trama leggera di fili metallici dorati, creando una presenza fragile e poetica.

L’Artista: Lene Kilde

Lene Kilde è un’artista Norvegese di fama internazionale, conosciuta per le sue opere uniche che esplorano la fragilità e l’essenza dell’infanzia. La sua maestria nell’utilizzo di materiali non convenzionali conferisce alle sue creazioni una bellezza originale. Ogni opera di Lene Kilde racconta una storia. Invita lo spettatore a riflettere sul legame tra emozioni, ricordi e percezioni.

Descrizione Untitled (Mother & daugther)

La scultura presenta una bambina in piedi, con il corpo parzialmente costruito attraverso una struttura intrecciata di fili di acciaio dorati che suggeriscono la forma dell’abito. Le gambe e una mano sono modellate con grande realismo.

Dall’alto emerge la mano della madre che incontra quella della figlia, creando un gesto semplice ma carico di significato. La composizione unisce leggerezza e solidità, presenza e assenza.

Significato di Untitled

L’incompletezza della scultura invita lo spettatore a immaginare le parti mancanti, trasformando l’opera in uno spazio aperto alla memoria e all’emozione. Il gesto tra madre e figlia diventa simbolo di protezione, crescita e relazione.

La figura della bambina rappresenta la fragilità dell’infanzia, mentre la presenza della madre suggerisce guida, sicurezza e continuità tra generazioni.

Conclusione

Untitled è una scultura poetica e intima. Lene Kilde riesce a catturare la delicatezza del rapporto tra madre e figlia, trasformando un gesto quotidiano in un’immagine sospesa tra realtà, memoria e immaginazione.